STORIA DELLA SHANTY LODGE

TORINO 

Torino fa eccezione. Narrando la nostra storia di corpo ufficiale dell’O.T.O. non possiamo che dedicare l’apertura a questa città, da cui tutto inizia e in cui tutto confluisce, restìa ad ogni paragone, vertice di esoteriche leggende.

Adagiata all’incontro tra i due fiumi Po e Dora, stretta tra le ombrose colline e le imponenti montagne, la città sembra rinchiusa, protetta, quasi nascosta…

Con l’austera severità delle grandi piazze squadrate, le luci giallo-scure o bianco-spettrali nelle notti deserte, i lunghi e ampi corsi che affettano il grigio caos cittadino dando un ordine apparente, la raffinatezza da salotto consumato del suo centro, Torino mostra una propria personalità, indipendente, addirittura in contrasto con quella di chi la abita.

Come un regalo che non riesci a scartare, che ti appartiene ma non del tutto, Torino evita di offrirsi subito all’abbraccio del cittadino… si tiene un passo indietro, dà poca confidenza. 

Mantiene la propria essenza a leggera distanza, come un velo opaco che un’elegante signora stende sul proprio corpo… per non smetter di sedurre.

A Torino ogni portone sostiene due corna, ogni balcone cela un ghigno o un’occhiata inquisitrice…sembra che ogni portico ripeta le tue mosse e amplifichi i tuoi passi…

La città pare invitare a una sorta di confessione…ma senza contraccambiare. 

La sua bellezza, la portata estetica, non è tanto quella che si vede, ma quella che si avverte nell’aria. 

Qui si congela di passione…contrastanti dimensioni si sfiorano contigue e i loro intrecci segnano l’anima che la città ci concede di percepire, anima notturna o crepuscolare.

Quello di Torino è un sonno apparente, il suo è un silenzio di facciata, un bluff iniziale, inganno ben riuscito.

Dietro l’aura tenebrosa e stagnante si cela un fermento vitale ricco di contraddizioni, una disorganica miscela di tutto, un susseguirsi di vortici e di vuoti, che ne incarna il segreto inafferrabile, e rappresenta l’irrintracciabile anima eterea di questa città.

Sospesa tra silenzi e sussurri, ora discreta e irrigidita, ora coinvolgente e frenetica, la Torino di oggi mantiene ancora fede alla sua fama ancestrale di città magica, esoterica, centro e snodo delle occulte vicende. Chi vive a Torino subisce il fascino subliminale di tale incantesimo, è come inconsciamente attratto da qualcosa che respinge, è chiamato a cercare ciò che non può trovare, e in un rapporto di amore-odio mai pienamente realizzati, finisce per legarsi intimamente, e indissolubilmente, al sempre invisibile cuore pulsante della città.

Da qui partì l’unità d’Italia e il Risorgimento, qui vissero i Reali e scrisse Nietzsche. 

Al di là delle suggestioni e delle dicerie, delle leggende e delle cronache, resta sensibilmente lampante una sintonia, un accordo tra l’atmosfera che avvolge la città e l’interesse per l’occulto, la ricerca di ciò che è segreto e nascosto, a cui essa pare invitare. 

E’ Torino stessa a ridestare il senso dell’esoterico, a esigerlo come rapporto.

La Magia della città è l’apparente normalità ripetitiva che convive con un senso di insondabile mistero…il grigio fenomeno di un lucente noumeno.

Era doveroso inaugurare il nostro racconto con un tributo a questa città che ha ordine senza pulizia, regole senza disciplina, regalità senza ricchezza, che ha saputo fare i conti con grandi tragedie, assorbendole come fossero leggende e trasformandole, in orgoglioso silenzio, nei pilastri della sua storia.

Lo spirito di Torino sa cambiar la pelle senza muover le radici, e la sua forza a volte riesce a farti render comodo il disagio, altre volte finisce per farti sentire ospite, persino a casa tua…

Written by admin on gen 17,2009 in: |

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